Ginkgo biloba gasosus

2024
Il Ginkgo è molto noto per la forma delle foglie a ventaglio e per il colore giallo intenso che assume in autunno. Nel mio lavoro un ramo di questa pianta cresce da una bombola del gas e le foglie e l’intero ramo sono coperti di nero bitume. Come in altri miei lavori recenti sulle piante, anche in questo caso accosto un oggetto che appartiene al nostro quotidiano all’idea di corruzione e suggerisco la possibilità di un cambiamento estremo a cui l’organismo va incontro pur di sopravvivere in un ambiente a lui ostile. Il titolo si riferisce ad una specie finora sconosciuta, per la quale è stato necessario coniare il nome della nuova sottospecie ‘gasosus’, che ha un evidente riferimento al luogo in cui la pianta cresce.

50x45x90 cm
PLA, rame, ferro, legno, bitume

Ginkgo is well known for its fan-shaped leaves and the deep yellow colour it takes on in autumn. In my work, a branch of this plant grows out of a gas cylinder and the leaves and the entire branch are covered in black bitumen. As in my other recent works on plants, here too I juxtapose an object that belongs to our everyday life with the idea of corruption and suggest the possibility of an extreme change that the organism goes through in order to survive in an environment that is hostile to it. The title refers to a hitherto unknown species, for which it was necessary to coin the name of the new subspecies ‘gasosus’, which has an obvious reference to the place where the plant is born

PLA, copper, iron, wood, bitumen

Gossypium redivivus

2024
Quest’opera è stata prodotta durante la residenza artistica presso SAC SpazioArteContemporanea di Robecchetto con Induno, uno dei premi previsti dal concorso ‘Premio Luigi Candiani’. Per la realizzazione ho usato materiali forniti dall’azienda Candiani Denim, quali il cotone grezzo, il denim e il colore indaco.
L’idea deriva dall’importanza che ha per l’ambiente l’azione del riciclare un materiale. In questo caso dalla tela denim usata per fabbricare un indumento di uso comune come i jeans rinasce la pianta di un cotone di una nuova specie. Per tale pianta ho coniato un nome apposito di mia invenzione: al nome del genere ‘Gossypium’ ho affiancato la nuova specie ‘redivivus’ che in latino significa anche ‘riciclato’. La tipica capsula del cotone ha le sfumature dell’indaco che è uno degli elementi caratteristici della tela denim, mentre alla base delle strutture simili a ‘cordoni’ di cotone (uno dei primi prodotti nella catena di lavorazione del cotone) ricordano degli apparati radicali che nascono da lacerti di tela denim.

300x150x150 cm
Carta, cotone grezzo, colore indaco, ferro, tela denim

This work was produced during the artistic residency at SAC SpazioArteContemporanea in Robecchetto con Induno, one of the prizes in the ‘Premio Luigi Candiani’ competition. I used materials provided by the company Candiani Denim, such as raw cotton, denim and the colour indigo.
The idea comes from the importance of material recycling for the climate emergency. In this case, from the denim fabric used to manufacture a commonly used garment such as jeans, a cotton plant of a new species is reborn. For such plant I have coined a special name of my own invention: to the name of the genus ‘Gossypium’ I have added the new species ‘redivivus’, which means ‘recycled’ in latin. The typical cotton boll has shades of indigo, which is one of denim characteristic, while at the base some cotton ‘cord-like’ structures (one of the first products in the cotton processing chain) resemble root systems born from denim scraps.

Paper, raw cotton, indigo color, iron, denim canvas

Calla concretae

2023
Apparentemente si tratta di un vaso da fiori con delle Calle ma a ben guardare si scopre che il vaso ha le forme di un semplice vasetto di marmellata o similare e soprattutto è fatto di piombo, mentre le sue dimensioni sono stranamente contenute rispetto all’insieme. Ognuna delle 3 Calle è fatta in cemento, ha uno stelo costituito da un tondino in ferro per l’edilizia, l’infiorescenza interna è fatta di piombo, quindi estremamente innaturale. La leggerezza del fiore è in forte contrasto col cemento mentre il suo organo centrale fa pensare ad una contaminazione da parte del vaso in piombo.
Il nome ‘concretae’ che ho dato a questa nuova specie ne sottolinea la pesantezza.

60x45x45 cm
Cemento, ferro, piombo, colore acrilico

At first glance it is a flower vase with Callas, but on closer inspection it turns out that the vase has the shape of a simple jam jar and above all it is made of lead, while its size is unexpectedly small compared to the whole. Each of the 3 Callas is made of concrete, has a stem made of a construction iron rod, and the inner inflorescence is made of lead, thus extremely unnatural. The lightness of the flower is in sharp contrast to the concrete while its central organ suggests contamination by the lead vase.
The name ‘concretae ‘ that I gave to this new species emphasizes its heaviness.

Cement, iron, lead, acrylic color

Planta nuda

2023
Da un parallelepipedo in legno fuoriescono delle radici arrugginite mentre dalla sommità emerge il fiore non ancora completamente schiuso di una piccola pianta nera di bitume. Il piccolo organismo vegetale appare nella sua nudità, avvelenato da una coltre di bitume e con le radici esposte e oramai inutili. Il piccolo fiore è stato trasformato in grigio piombo e tutto ci ricorda la lenta trasformazione che ogni giorno si compie sotto il nostro sguardo incurante.

70x28x28 cm
Legno di betulla, poliestere, ferro, piombo

Rusty roots come out from a wooden parallelepiped, while the not yet fully opened flower of a small plant covered with black bitumen sprouts from above. The small vegetable organism appears in its nakedness, poisoned by a blanket of bitumen and with its roots exposed and now useless. The small flower has tourned lead gray and everything reminds us of the slow transformation that takes place every day under our careless gaze.

Birch wood, polyester, iron, lead

Planta cuprina


2022

Questo lavoro si pone al confine tra mondo animale e mondo vegetale. Le parti che potrebbero essere associate a dei ‘fiori’ sono in realtà dei nidi di vespe, da cui si protendono dei fili (in rame) che veicolano l’idea di comunicazione tra parti diverse dello stesso sistema. La somiglianza si potrebbe trovare anche con il nostro sistema nervoso: neuroni che scambiano miliardi di informazioni. Mi affascina l’idea di abbattere il muro tra questi due mondi, quello vegetale e quello animale, una delle evoluzioni possibili per far continuare la vita sulla terra a dispetto dei nostri tentativi (inconsci?) per farla cessare.

50x43x25 cm
Reperti organici, rame, cera, acrilico

This work stands on the border between the animal world and the plant world. The parts that have the appearance of ‘flowers’ are actually wasp nests, from which copper wires protrude and convey the idea of communication between different parts of the same system. The similarity could also be found with our nervous system: neurons that exchange billions of information. I am fascinated by the idea of breaking down the wall between these two worlds, the plant and animal world, one of the possible evolutions to continue life on earth despite our (unconscious?) attempts to stop it.

Organic finds, copper, wax, acrilyc

Planta plumbea


2022

Una piccola pianta che ricorda quella della gramigna sembra crescere su del piombo fuso all’interno di un basso contenitore di ferro arrugginito. Quello che in un ordinario ambiente domestico sarebbe un vaso da fiori è qui sostituito da una pianta spontanea e infestante che tenta di crescere su una sostanza, il piombo, che solitamente è sinonimo di avvelenamento, un avvelenamento a cui rimanda anche il colore nero della pianta. La base su cui poggia il contenitore è di cemento, altro elemento industriale che veicola l’idea di ambiente inquinato.
Il titolo imita la nomenclatura latina che si usa in ambito scientifico, dove il primo nome individua il genere e il secondo la specie. In questo caso il genere ‘Planta’, è ‘realmente’ generico! perché si può tradurre come ‘vegetale’. Il secondo nome, invece, allude alla trasformazione che l’organismo ha subito a causa dell’azione dell’uomo sull’ambiente. Plumbea non ha bisogno di molte spiegazioni ma voglio aggiungere che uno dei significati che mi ha più colpito è l’essere ‘di cattiva qualità’.

32x21x17 cm
Ferro, piombo, polyestere, cemento

A small plant that reminds one of the weeds in our gardens seems to grow on a molten lead layer inside a low rusty iron container. What in an ordinary home environment would be a flowerpot is here replaced by a spontaneous and weed plant that tries to grow on a substance, lead, which is usually synonymous with poisoning, a poisoning to which the black color of the plant also refers. The base on which the container rests is made of concrete, an industrial element that conveys the idea of a polluted environment as well.
The title imitates the Latin nomenclature used in science, where the first name identifies the genus and the second the species. In this case, the ‘Planta’ genre is ‘really’ generic! because it can be translated as ‘vegetable’. The second name, on the other hand, alludes to the transformation that the organism has undergone due to the action of man on the environment. ‘Plumbea’ does not need many explanations but I want to add that one of the meanings that struck me most is ‘being of bad quality’.

Iron, lead, PLA, concrete

Reverse dandelion


2021
La caratteristica principale del tarassaco, la leggerezza, viene qui capovolta. La forza di gravità agisce anche su questa pianta che siamo abituati a veder giocare con il vento. Quelle esili strutture, i semi, che solitamente puntano verso l’alto ora sono attratti dal terreno sottostante ed una forza estranea sembra voler scomporli in tanti fili.

63x59x138 cm
Terracotta, rame, nylon, ferro

The main characteristic of dandelion, the lightness, is here turned upside down. The force of gravity also acts on this plant that we are used to seeing playing with the wind. Those slender structures, the seeds, which usually point upwards are now attracted to the ground below and a foreign force seems to want to break them down into many threads.

Earthware, copper, nylon, iron

Still Life (Taraxacum nigrum)


2021
In un comune vaso di vetro, anziché dei fiori ho posto una pianta di tarassaco e invece di acqua sul fondo del vaso si trova del bitume.
La pianta è anch’essa completamente ricoperta di bitume tranne i petali del fiore, realizzati in piombo. L’organismo è stato avvelenato ed ha iniziato una trasformazione. Quello che dovrebbe essere l’abbellimento di una abitazione – un vaso con dei fiori – ci ricorda invece di come, quotidianamente, stiamo avvelenando il nostro stesso ambiente.

41x54x35 cm
Poliestere (PLA), bitume, piombo, vetro

In an ordinary glass vase, instead of flowers I have placed a dandelion plant and instead of water at the bottom of the vase there is bitumen.
The plant is also completely covered with bitumen except for the flower petals, made of lead. The organism was poisoned and started a transformation. What should be the embellishment of a home – a vase with flowers – reminds us instead of how, every day, we are poisoning our own environment.
I used a 3D pen to make my dandelion.

Plastic (PLA), bitumen, lead, glass

Plantae obsistentes


2020
Una pianta apparentemente morta, stretta nella morsa soffocante di un brandello strappato di asfalto. Al di sotto, in contrasto col nero della parte affiorante, le radici nascoste e preziose come l’oro che le ricopre, che ne sottolinea l’importanza vitale, vivono, ostinate e tenaci. La parte più profonda di questo organismo, quella da cui tutto ha avuto inizio, si è contaminata nel passare attraverso la spessa coltre di bitume ma qualcosa della sua essenza originale è rimasto intatto.
Anche quando tutto sembra perduto, coperto da un bitume di morte, l’origine della vita stessa si afferma, e non si arrende, incitandoci a crederci ancora, a continuare, ostinati e altrettanto preziosi, a resistere, sempre, magari soltanto a noi stessi.

43x50x72 cm
Asfalto, ferro, legno, carta, bitume, colore acrilico

‘Resilience’
An apparently dead plant, held in the suffocating grip of a torn piece of asphalt. Underneath, in contrast with the black of the outcropping part, the hidden and precious roots, precious like the gold that covers them, which underlines their vital importance, they live, obstinate and tenacious. The deepest part of this organism, the one from which it all began, was contaminated as it passed through the thick layer of bitumen, but something of its original essence remained intact.
Even when everything seems lost, covered by a bitumen of death, the origin of life affirms itself, and does not give up, inciting us to believe over and over again.

Asphalt, iron, wood, paper, bitumen, acrylic

Orchidea.deComposizione


2020
Per questo lavoro ho usato del legno rovinato dai tarli. E’ una sorta di ‘vanitas’, un fiore noto per la sua bellezza alla fine verrà ‘corroso’ dal tempo.
Mi interessa quella perenne instabilità di tutto ciò che è vivo, la sua fragilità, il suo rimanere in bilico tra l’Origine e la Fine.

115x80x35 cm
Legno (cedro, pruno, pero, acero, betulla)

‘Orchid.deComposition’
This work is made with wood spoiled by woodworm. It’s a sort of ‘vanitas’, in the end a beautiful flower will lose all its charm. I am interested in the continous precariousness of everything that is alive, its fragility, its remaining in the balance between the Origin and the End.

Wood (cedar, plum tree, pear tree, maple, birch)