Impressione


2016

Una vecchia tapparella veneziana recuperata da un ospedale oramai dismesso. È stata il diaframma tra una stanza, un mondo di sofferenza, e il mondo esterno, lontano da quel dolore. Ho immaginato che dall’esterno si potesse scorgere un letto, il classico letto di un ospedale, inconfondibile, e che questo potesse essersi ‘impressionato’ sulla tapparella stessa, come su una lastra fotografica.

135x94x11 cm, alluminio, legno, tubi fluorescenti

IMPRESSION
An old Venetian blind recovered from a now disused hospital. It was a diaphragm between a room, a world of suffering, and the outside world, far away from that sorrow. I figured that from the outside you could see a bed, a classic hospital bed, unmistakable, and that this could have been ‘exposed’ on the blind itself, in the same way an image is exposed on a photographic plate.

135x94x11 cm, alluminium, wood, fluorescent tubes

Devi #1

2007

I lavori delle serie “Devi” e “Non devi”, partono da tutte quelle imposizioni che fin da piccoli siamo abituati a ricevere. Frasi lapidarie che mi hanno sempre colpito perché sembrano essere alla base del sistema educativo, e hanno a che fare con ciò che non si deve fare o che, viceversa, si deve assolutamente fare – o essere. “Non devi sbagliare” e “Devi essere forte”, esortazioni che abbiamo sentite più volte, detteci da altri o anche da noi medesimi.
Il tema è molto vasto, riguarda quello che ci aspettiamo dagli altri e quello che ci aspettiamo da noi stessi, quello che ci si aspetta da una donna e quello che ci si aspetta da un uomo, e così via. Condizionamenti che ci accompagnano fin da bambini, e che ognuno ha imparato a gestire – o a farsi gestire – in modo diverso.

L’opera è stata ricavata da una vecchia tapparella veneziana, mediante un lavoro di “traforo”. Quest’oggetto assume qui un significato di separatore tra ambiente domestico e ambiente esterno, perché è proprio dall’ambiente di casa che provengono tutte quelle esortazioni a essere in un certo modo, a non fare una certa cosa.
La frase è ricavata pazientemente su ogni stecca ed è ripetuta senza sosta, quasi fosse un mantra orientale per accedere a un’altra dimensione. E’ una sorta di ricamo, che ancora rimanda all’ambiente domestico.
La scelta della “veneziana” è strettamente connessa col mio vissuto personale, perché nella casa dove ho vissuto con i miei genitori, l’unica apertura che si può vedere dal cancello esterno di ingresso, è la finestra della cucina, l’unica che ha una veneziana.

140 x 90 cm.
Alluminio, legno, tubi fluorescenti

Anima Mia

2013

Per quest’opera ho scelto delle battute dell’Otello di Shakespeare, che rappresentano il cambiamento dalla totale fiducia nella fedeltà della moglie alla convinzione assoluta del tradimento, che lo porterà infine al gesto irreparabile.
Le parole di Otello sono ricavate mediante un lavoro di traforo nelle stecche di una tapparella veneziana, e sono messe in evidenza dalla retroilluminazione. La tapparella rimanda chiaramente sia all’ambientazione della tragedia, sia – con quel meccanismo del vedere senza essere veduti, dello ‘spiare’ – al tarlo della gelosia, origine del suo male.
All’interno del testo, ho individuato delle parole particolarmente evocatrici di ‘nobili sentimenti’, e le ho aumentate in grandezza, in modo che siano le prime e le sole che lo spettatore legge chiaramente avvicinandosi all’opera, ispirandogli un indubbio senso di positività. Solo in un secondo momento, quando riuscirà a leggere anche il testo rimanente, si accorgerà dell’esatto opposto.

135x94x11 cm
alluminio, legno, tubi fluorescenti

 

The Venetian blind or ‘Veneziana’, is intimately connected to light, which it continuously modulates and combines with it other ‘psychological implications’, such as observing the outside world without being noticed, the sort of ‘spying’ issues that have brought back memories of Shakespeare’s Othello.
Within the text I was struck by the intertwining of truth and falsehood, of what we see and what we know, and I chose the words of Othello himself to represent his transformation from an absolute confidence of his wife’s faithfulness to the absolute conviction of her betrayal and which leads him ultimately to his final irreparable act.
I chose words that are evocative of ‘noble sentiments’, and then increased them in size compared to the rest of the text, so that they are the only ones that the viewer can make out when first approaching the work, inspiring a definite sense of positiveness. But as he nears, when he’ll manage to read the smaller body of text, he’ll realize the exact opposite, and the question will arise: what is true and what is false?
The words of Othello are obtained by a handmade fretwork in the slats of the blind, and are highlighted by backlighting.

135x94x11 cm
aluminum, fluorescent tube, wood