elementi vitali #2

2006

Colpisce la perfetta e tuttora misteriosa geometria esagonale, l’accrescimento a strati, il lunghissimo elegante peduncolo con cui questo squisito prodotto del design animale si fissa ai supporti prescelti, i più vari: alberi, terreno, rocce, nonché, come sappiamo, finestre e grondaie, tetti e fienili delle abitazioni umane. Non è ancora del tutto chiaro con quale logica le vespe scelgono dove fissare i favi. Il loro saggio di architettura integrata al contesto ambientale, tema così alla moda tra scultori e architetti, rimane in parte indecifrato.

Questa serie di “Elementi vitali” è composta di 5 steli portanti alla loro sommità delle celle esagonali riempite di cera vergine a diversi livelli, operazione che ancora restituisce l’idea che qualcosa di vivo si muove dentro. La struttura è ancora quella di un alveare, con le celle esagonali.
Nell’opera, l’esagono è ripreso anche sulla superficie, perché la carta è stesa sopra una rete metallica a maglia esagonale, come nell’opera precedente.
La prima installazione è stata fatta all’aperto, al Lido di Venezia, ed è stata successivamente spostata all’Arsenale di Venezia, presso Thetis, dove tuttora si trova. Il tempo ha compiuto il suo lavoro di scultore su quei pezzi, che portano i segni di tutte le stagioni passate all’aperto.

Altezza 130 -:- 200 cm
Rete metallica, cartapesta, cera d’api

ENG
How striking and yet mysterious is hexagonal geometry, the layered growth, the very long and elegant stem with which this exquisite product of animal design rests on its chosen supports of the most assorted kind: trees, grounds, rocks and as we well know, windows and gutters, roofs, barns and human dwellings. It’s still not entirely clear what sort logic the wasps use to choose where to place their honeycombs. This is their natural essay on an architecture integrated in an environmental context, it’s a contemporary theme for sculptors and architects and it still remains partly undeciphered.
This series of “Vital Elements” is composed of 5 stems, each carrying hexagonal cells on its own summit filled with different levels of virgin wax, giving us the idea that something alive still fidgets inside.
In the work, the hexagon structure is also extended onto the surface as paper is spread out on wire net with the same hexagonal meshing used in the previous work.
The first installation was set outdoors , at the Lido of Venice , and was subsequently moved to the Arsenal of Venice, at Thetis , where still is . Time has made its own work as a sculptor on those pieces , which show the marks of all the seasons passed outdoors.

Height 130-200 cm each
Wire net, paper pulp, wax