Elementi Vitali #1

2005

Colpisce la perfetta e tuttora misteriosa geometria esagonale, l’accrescimento a strati, il lunghissimo elegante peduncolo con cui questo squisito prodotto del design animale si fissa ai supporti prescelti, i più vari: alberi, terreno, rocce, nonché, come sappiamo, finestre e grondaie, tetti e fienili delle abitazioni umane. Non è ancora del tutto chiaro con quale logica le vespe scelgono dove fissare i favi. Il loro saggio di architettura integrata al contesto ambientale, tema così alla moda tra scultori e architetti, rimane in parte indecifrato.

Il progetto per la serie “Elementi Vitali” era partito dall’idea di struttura generatrice di vita, come di fatto è un favo. E’ una costruzione che si trova comunemente in natura, fatta con un materiale che ricorda molto il cartone. Infatti, come materiale ho usato la carta, mentre la struttura portante, una rete metallica esagonale, è lasciata per una buona parte visibile, come se il tutto fosse in via di costruzione o, al contrario, in via di disfacimento.
In una delle celle esagonali vi sono le piante di due piedi, in cera vergine. Mi divertiva l’idea di raccontare ad un bambino che un essere umano, oltre a nascere sotto un cavolo o sotto un fungo, potesse nascere anche in un favo, in compagnia delle api.

70x40x40 cm.
Rete metallica, cartapesta, cera d’api